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“Attraversare la grande acqua” con i numeri fondamentali della nostra data di nascita

“Attraversare la grande acqua” con i numeri fondamentali della nostra data di nascita
 
“Se avessi pensato (se pensassi) che la matematica è solo tecnica
 e non anche cultura generale; solo calcolo
 e non anche filosofia  cioè pensiero valido per tutti,
 non avrei mai fatto il matematico  (non continuerei a farlo)”
(L. Lombardo Radice)
 
“Il calcolo accurato è la porta d’accesso alla conoscenza
 di tutte le cose e agli oscuri misteri”.
(papiro di Rhind)
 
 

Propizio è attraversare la grande acqua tanto più se ad accompagnarci ci sono i numeri della nostra data di nascita e se con essi abbiamo preso la giusta confidenza.

Il riferimento all’attraversamento dell’acqua è ripreso dalla grande saggezza del Libro dei Mutamenti (I-Ching), testo antico della filosofia orientale (cinese) che unisce concetti filosofici ed insegnamenti ai simboli, trigrammi ed esagrammi, sviluppati secondo una logica numerica binaria: l’Uno, linea continua, e la Dualità, linea spezzata.

Il fondamento simbolico sta nel concetto del Tutto, l’Uno, che può manifestarsi attraverso la Dualità (il Cielo e la Terra; il Creativo e il Ricettivo, il bianco e il nero, il giorno e la notte, l’uomo e la donna…) e, poi ancora, sfaccettandosi dicotomicamente, così che altri elementi, di trasformazione e transizione, e direzioni costruiscano dei meccanismi ciclici, traslati da insegnamenti di vita da cui si possono evincere responsi e sentenze, immagini e consigli.

Otto trigrammi fatti di linee continue e/o spezzate (23=8) e sessantaquattro esagrammi composti con tutte le combinazioni possibili dei trigrammi tra loro (23 x 23 = 26 = 64).

Della divinazione, con l’ausilio del Libro dei Mutamenti, e del lancio delle monetine piuttosto che dell’uso degli steli di millefoglie molti, se non tutti, abbiamo sentito parlare di questa pratica in maniera più o meno approfondita e in forma più o meno precisa.

Pochi invece conoscono l’uso di questo prezioso e antico libro attraverso una forma di  numerologia applicata alla domanda così da ricavare l’esagramma, e quindi il responso, grazie ai numeri che si evincono dalla collocazione temporale della domanda posta e dall’argomento trattato (vedi Da LIU, I King e la numerologia, edizioni Astrolabio).

Non è l’utilizzo di questo metodo che affronteremo qui in questa sede, quanto l’ispirazione che ci perviene da questa saggezza e dall’elemento Acqua (Sapere e Conoscenza) che ci accompagneranno, come il liquido amniotico che nutre il feto, a trattare dei numeri, proprio quelli della nostra nascita: quel momento, così siglato nel calendario e così importante per noi e in cui abbiamo abbandonato le acque materne, nutritive e protettive, e per la prima volta ci siamo affacciati con il nostro corpo al mondo compiendo il primo respiro.

La data di nascita segna quindi un momento importantissimo in cui siamo passati dall’elemento Acqua all’elemento Aria. Dalla creazione, dal mondo emotivo, alla separazione dal grembo materno e quindi un primo passo nel mondo della razionalità.

La data di nascita, cos’è se non una misurazione? Una indicazione precisa (convenzionale a partire da un certo momento/riferimento culturalmente importante per un popolo) nell’asse del tempo, quel tempo che misuriamo con numeri che ciclicamente suddividono il trascorrere degli eventi: il giorno: inteso come ciclo giorno-notte, una rotazione terrestre, il mese: in media un ciclo lunare, un anno: un intero giro della Terra intorno al Sole (con l’avvicendarsi, almeno per il nostro calendario,  delle 4 stagioni, ecc.).

I numeri della data di nascita quindi segnano un preciso istante in cui i pianeti e i luminari sono posizionati in un dato modo e se usiamo questo paradigma allora studiamo la persona, indaghiamo il suo carattere e personalità, utilizzando l’Astrologia, oppure possiamo utilizzare e analizzare singolarmente le cifre numeriche, che compongono la data come contatori di cicli, e trattarle opportunamente secondo determinate regole così da coglierne quei significati archetipici attraverso l’antico metodo della Numerologia.

Non è facile cogliere questo tipo di astrazione, più che il ragionamento che non deve mancare, qui occorre anche un pizzico di intuizione, lasciate che scocchi questo “fulmine” senza forzare…

Potremmo ora essere impazienti e chiederci, calcoliamo i nostri numeri, quello del destino, quello dei talenti piuttosto che i numeri sfida, ecc. e verifichiamo se calzano su di noi… Sì, si potrebbe fare, ma credo che sia fondamentale prima di avviarsi su meri calcoli, tra l’altro anche piuttosto semplici e banali, ottenibili con qualche somma e qualche sottrazione, fare almeno due passaggi:

1)     Capire perché il numero può davvero parlare di noi

2)     Associare ad ogni cifra, nella nostra numerazione decimale, il significato archetipico

Altrimenti impariamo solo, come fossimo sciocche macchine computazionali, a ripetere frasi fatte senza comprenderne a fondo i significati e senza nemmeno tentare di giungere al senso ultimo, o dovremmo dire PRIMO, dell’importanza della Numerologia per conoscere noi stessi e il cosmo.

Questi due passaggi (1 e 2) in realtà sono strettamente correlati, esattamente come due facce di una stessa medaglia.

Ci sarebbe anche un terzo passaggio, riafferrare il senso delle quattro operazioni che utilizziamo senza più riflettere: cosa significa sommare due numeri? E cosa significa, invece, fare la sottrazione? E moltiplicare piuttosto che dividere?

La filosofia, Platone e la scuola platonica, ci aiutano in questa indagine a ritroso per riappropriarci di quei concetti fondamentali che passano ormai inosservati e che pure sottostanno come pietre angolari a quell’esercizio matematico quotidiano come il far di conto dal macellaio, controllare calendari e appuntamenti, sincronizzare orologi, misurare temperature o verificare i consumi della nostra auto.

Attraverso la Geometria, in particolare la Geometria Sacra, possiamo comprendere il valore esoterico dei Numeri, a partire dal Cerchio e dalle sue suddivisioni in Poligoni… regolari e non… alla caccia della mitica quadratura del cerchio… è una delle strade possibili per avvicinarci alla Verità del Numero perché ciascuno di noi possiede i propri processi mentali e talune vie privilegiate per comprendere il senso di un fatto concreto piuttosto che astratto.

La Geometria Sacra ci inoltra nella sfera dei simboli e del pensiero simbolico, così il cerchio, il punto, la linea, il triangolo, il quadrato, …, i solidi, stimolano concetti astratti ma suscitano anche emozioni: di fronte ad una linea curva ci sentiamo avvolti e protetti mentre una forma spigolosa ci può mettere in allerta così come una linea netta e decisa ci fa percepire la divisione di un segno di confine e limite. Simboli, archetipi, immagini, linguaggio visivo

Da qui il passo è breve per avviarci verso la Tarologia che riprende in un unicum, attraverso l’immagine del tarocco, un insegnamento a codici che si srotolano su più piani e in varie direzioni.

L’immagine della singola carta dei Tarocchi contiene un insieme di simboli, forme, colori, disposizioni geometriche, lettere e numeri. Ciascuna di queste caratteristiche ha un proprio messaggio che va letto, interpretato, metabolizzato come un vero e proprio insegnamento.

Non necessariamente dobbiamo pensare al Tarocco come mero strumento di divinazione. E’ possibile per uno stesso individuo redigere attraverso i numeri della data di nascita, oltre ad un tema di nascita astrologico e ad una carta numerologica, anche una carta tarologica che come una mappa orienta e guida l’individuo alla ricerca del proprio centro alla scoperto del tesoro personale, come un antico cavaliere in altri tempi si metteva in viaggio alla ricerca del Graal.

Le lettere hanno a loro volta forma, significato codificato, numeri corrispondenti e possono essere esplorate grazie a quella disciplina detta Onomasofia. E qui il passo è ancor più breve per ritrovarsi catapultati nel mondo, anzi nell’universo  della Cabalà.

Non ci resta che muovere il primo passo verso una delle possibili direzioni poiché non solo propizio ma “Grande riuscita è Attraversare la grande acquain compagnia dei numeri fondamentali della nostra data di nascita.

OroStella

 

Se vogliamo migliorare il mondo dobbiamo iniziare da noi stessi… Astri versus maleducazione

Se vogliamo migliorare il mondo dobbiamo iniziare da noi stessi… Astri versus maleducazione

 

Sentiamo ripetere da più parti, e da molto tempo ormai, che siamo i maestri di noi stessi, che il maestro è dentro ciascuno di noi: come possiamo allora, con umiltà e intelligenza, provare a cercarlo?

Sono molte le strade percorribili per giungere alla meta, qui ne accenneremo ad alcune in generale e ad una in particolare. Ciascuno è libero di scegliere la propria e di scoprirne di nuove.

Una Via è sicuramente la Meditazione ma altre vie, secondo la propria inclinazione, sono altrettanto possibili. Lo studio degli Astri, dei Tarocchi o dei Numeri: sono vie parimenti valide.

Coltivare la propria spiritualità, attraverso le proprie credenze, filosofie, religioni, quando queste siano interpretate con il cuore e non attraverso la  mente che mente, è una “pratica”, meglio se quotidiana, e costituisce una via accessibile a chiunque.

Dedicarsi al canto o alla musica ci può condurre dritti al nostro centro interiore. Anche mettersi davanti ai fornelli e trasformare “alchemicamente” gli ingredienti in un piatto appetitoso, da condividere con la propria famiglia, può essere una sorta di “atto magico” che ci allinea con noi stessi.

E se possediamo tutte queste alternative (cibo compreso) possiamo considerarci fortunati. Poter contemplare l’alba, il tramonto, il mare, le montagne, un albero o un fiore: anche questo è un dono speciale che l’universo ci offre e che dovrebbe toccarci profondamente nel nostro cuore.

Coltivare noi stessi, prenderci cura del corpo e dell’anima è un diritto ma soprattutto un dovere: la felicità e il benessere quindi sono tali (diritti&doveri) per tutti, ciascuno per la propria via e le proprie modalità nel rispetto reciproco.

L’idea quindi è che, se vogliamo migliorare il mondo, se vogliamo annullare le brutture, occorre partire da noi e smettere di pensare che debba iniziare prima qualcun altro perché quel qualcun altro siamo noi! Può essere difficile e duro comprenderlo ma estremamente facile attuarlo…

Astrologicamente parlando:

il nostro Sole (il segno solare a cui apparteniamo, per cui diciamo di essere un Ariete o una Bilancia, uno Scorpione o un Toro,…) è, e deve rappresentare, il nostro progetto consapevole, la nostra meta, le potenzialità che divengono ATTI concreti

mentrela nostra Luna, così ricettiva, ci veicola intimamente le nostre necessità, le nostre emozioni, i nostri bisogni, comunica nell’intimità della nostra anima facendoci comprendere cosa ci fa star bene e cosa no.

Mercurio attiverà la comunicazione attraverso tutti i nostri canali perché si mettano in moto strategie e funzioni al fine di coniugare ciò che Sole e Luna insieme ci indicano come fari nella “notte” del nostro cammino personale… una sorta di cinghia di trasmissione.

Venere, l’amante per antonomasia, ama soprattutto il bello ossia il meglio per noi, il benessere, tutto ciò che ci può mettere nella condizione più favorevole: per questo ci aiuta a formare una scala dei valori e attraverso questo paradigma possiamo dare delle priorità e compiere scelte del caso.

Marte, infine, deve entrare in azione con alle spalle il supporto di Sole, Luna, Mercurio e Venere se vuol agire per una buona causa dove obiettivo e modo per raggiungerlo non siano lesivi o autolesivi… il fine non giustifica affatto i mezzi. I mezzi vanno scelti accuratamente e se non ne esistono di validi, vanno costruiti e non improvvisati sotto l’influsso di una reazione impulsiva e/o isterica.

Per questo pianeti come Giove, Saturno, Urano, Nettuno, Plutone (si! anche lui, declassato o meno dagli astrofisici, agisce eccome… lui c’è in ogni caso, indipendentemente dalle umane categorie…) sono portatori di un insegnamento superiore. Sono stimoli importanti che ci obbligano a metterci in gioco, in una incessante attività, con prove, lezioni e, perché no, ostacoli, al solo fine di allenarci per migliorare.

Partire da noi per rendere il nostro mondo più bello, partire dal centro, partire dalle cause… invece di partire dagli effetti (o per lo meno, mettiamo pure in azione infermieri e cerotti per curare le ferite di una battaglia, ma se non agiamo sulle cause della battaglia stessa a poco serviranno i cerotti se non a far arricchire chi li produce… a buon intenditore…).

L’angelo caduto, fu tale, poiché non volle inginocchiarsi davanti all’essere umano, creatura di Dio. E come avrebbe potuto davanti ad un essere tanto perfettibile???

Eppure la bellezza della creatura umana sta proprio lì… nella sua possibilità di scelta (libero arbitrio), nella capacità di rendersi migliore, di abbracciare la luce e dissolvere quell’ombra che ristagna dentro di essa.

È giunto il tempo di scegliere se comportarci in modo intelligente, ascoltando il cuore, e dirigersi verso ciò che è luminoso, oppure pigramente arrenderci, e dare ragione a quell’angelo caduto, continuando, con negligenza e stupida ipocrisia, a dire che, tutto ciò che non va e che non funziona, è colpa di qualcun altro.

A noi la scelta.

 

OroStella

Inno all’amore… e il guanto verde!!!

Inno all’amore… e il guanto verde!!!

 

 

I Tarocchi, le loro immagini e i loro colori, non finiscono mai di stupirci, ma soprattutto non smettono mai di rivelarci particolari che connettono i vari arcani in un inesauribile racconto, fonte di mille trame ed insegnamenti.

Per questo non dobbiamo accontentarci di osservare le immagini pittoriche di un singolo mazzo, specie se ci riferiamo a quelli più antichi, ma siamo invitati a mettere sotto la lente di ingrandimento della nostra curiosità i dettagli, apparentemente più insignificanti,  e procedere ad un  confronto tra una lama e l’altra, alla ricerca più accurata del messaggio e del suo senso.

Nella carta dell’Innamorato, la numero SEI, ritroviamo i valori dell’amor cortese: quanta eleganza in questa immagine e com’è ardita ed eloquente la dama nel porgere la mano svestita dal suo guanto, ponendola così al contatto diretto di colui a cui sta donando il proprio cuore e al quale, con tutta probabilità, finirà con il concedere i propri favori.

 

 

L’angelo, Cupido, è bendato, perché si sa l’amore è cieco, forse pudico, o semplicemente vede oltre la trama della semplice esperienza umana qualcosa che va oltre, verso lo schema, il disegno più grande del nostro esperire.

La simbologia del guanto rimanda significati di ricchezza e nobiltà. E’ pur vero che per certi lavori manuali ci si protegge con i guanti, ma occorre rinviare all’epoca raffigurata nell’immagine per riscontrare significati altri.

E per ciò che concerne il colore verde, è uno dei colori associati al quarto chakra, quello del cuore, ed è anche il colore complementare del rosso, colore sanguigno e carnale, a cui l’amor cortese aggiunge, “complementa e completa”, attraverso il verde, la parte più nobile e spirituale, stabilendo un’armonia ed un equilibrio perfetti che solo all’Amore, con la A maiuscola, appartiene.

Osserviamo il particolare del guanto nell’immagine…

 

 

Ma, dove abbiamo già visto questi guanti verdi?????

Nell’arcano numero TRE, L’imperatrice, la Regina delle regine…….

 

 

Perché ogni donna è Regina quando scocca la scintilla dell’Amore.

 

 

E per ogni uomo innamorato, la propria dama, la propria donna, è la Regina del proprio cuore. Ecco svelato un piccolo “arcano” all’interno dell’iconografia di questo stupendo mazzzo di carte medievale.

 

OroStella

 

 

 

 

 

Dal 13-3-13… al 31-3-13, e i numeri stanno a guardare…..

Dal 13-3-13… al 31-3-13, e i numeri stanno a guardare…..
 
“Ecco:  io vi mando come pecore  in mezzo ai lupi;
siate dunque prudenti come i serpenti e
 semplici come le colombe”.
(Matteo 10,16)

Nel Cielo della notte tra il 12 e il 13 marzo, Marte, simbolo della forza, nel mito signore della guerra ma anticamente anche protettore della natura e della vegetazione, che attacca per difendere il proprio territorio, fa il suo passaggio dal segno dei Pesci ed entra nel segno dell’Ariete. Entra a casa propria, lì nei gradi arietini il pianeta rosso secondo l’Astrologia ha il proprio domicilio.

Chissà quanti, sensibili ai passaggi planetari, specie di Luna o Marte, hanno dormito poco e male in questa notte ricca di fermenti…

La prima domanda sorge spontanea, Marte entra a casa propria, ci sono altri pianeti nel cielo che sostano nel proprio segno? Quali sono i rapporti di forza nel cosmo?

Da tempo anche Nettuno si trova nel segno dei Pesci, proprio nel domicilio che gli appartiene: Marte pianeta dell’azione e Nettuno pianeta degli alti ideali. Ecco i protagonisti del momento attuale.

Una seconda domanda allora aleggia: la ricorrenza numerica del giorno ci racconta qualcosa di più immediato? Osserviamo la carta numerologica del giorno secondo lo schema del Referenziale di Nascita:

 

Schema giorno habemus papam

Schema ref nas 13-3-2013

 

Il tema del giorno è molto ricco di spunti, andiamo con ordine e tenete a portata di mano un mazzo di Tarocchi per le immagini, possibilmente l’antico tarocco di Marsiglia ma anche i Tarocchi del Wirth.

Ci sono tre numeri 3, ossia tre volte si presenta l’arcano dell’Imperatrice (anello di Imperatrice). Sappiamo diverse cose sul messaggio che ispira, intanto coerenza tra tre funzioni basilari cioè la parola, il pensiero e l’azione: dico ciò che penso, faccio ciò che dico e penso ciò che faccio. Ribadito per tre volte significa che questa coerenza dovrà svilupparsi sia sul piano materiale, sia su quello dell’anima e ancora più in alto, sul piano spirituale.

Ci sono simboli che arricchiscono il tarocco dell’Imperatrice, secondo il Wirth: le stelle come corona, il manto azzurro, ecc. Questi ci rimandano all’immagine descritta nei primi versi dell’Apocalisse… niente paura, ricordate? Apocalisse significa rivelazione…

E nella posizione del PROGETTO SPIRITUALE si trova l’arcano 19, il Sole. Simbolo di fratellanza, i bambini sotto il sole comunicano con il cuore: è il cuore che deve parlare più che la mente (che mente!).

Quando due arcani danno come somma 22 (MATTO “nascosto”), si dice che tra i due c’è una connessione energetica forte, un fluido che scorre senza intoppi, un circuito in cui l’energia gira: si accende una lamapdina…  Cominciamo a scorgerne tre.

Un PROGETTO SPIRITUALE di fratellanza (Sole) che si connette con la posizione di SFIDA  (prima Imperatrice, primo Matto nascosto), con la posizione della QUETE DU GRAAL,il viaggio dell’eroe alla ricerca del Graal, cioè di se’ stesso della propria essenza, della scintilla divina, (seconda Imperatrice, secondo Matto) e una delle posizioni più problematiche, una seconda sfida in un certo senso,  quella del Determinismo/LIBERO ARBITRIO (terza Imperatrice, terzo Matto).

Osservando attentamente, scoviamo un altro Matto “nascosto” dato dall’arcano 16 (CasaDio) e dall’arcano 6 (Innamorato) questa coppia indica una trasformazione molto forte, da condizione umana a cristica. Più semplicemente, il pensiero umano (vista la posizione della numero 6) che si connette con la potenzialità delle proprie risorse che si trovano nella CasaDio: che è anche capacità di risorgere dalle ceneri, ristrutturare, riorganizzare, ricostruire dopo il crollo della Torre di Babele…

Ma tutto questo dispiegamento di forze e risorse per fare cosa, qual è l’ordine del giorno?

Nel cuore dello schema (posizione 13) c’è l’arcano 15, il Diavolo: il Potere, la prova prima della conquista del Graal, superare gli egoismi, le dipendenze e gli asservimenti. Uccidere il Drago. Piegare le forze negative per un progetto spirtuale illuminato… La 19 e la 15 si fronteggiano agli estremi della linea orizzontale…

Per stare al di sopra delle parti, stando in equilibrio, percorriamo la via di mezzo,  osserviamo il passato e il futuro tracciato nello schema partendo dal basso, Arcano 12 l’Appeso, e risalendo fino all’arcano 5, il Papa, nella posizione del Faro.

L’arcano 12 è la posizione del mistico, di colui che guarda con altri occhi oltre la mondanità, si capovolge, perde (o semina) le monete dalle tasche, si spoglia e abbandona la ricchezza: l’Appeso si riferisce all’archetipo associato a San Francesco…

Attraverso la numero 6, il pensiero umano, la scelta, scegliere la via del cuore, scegliere di essere se stessi, autentici, si giunge all’arcano 8, la Giustizia. Questo arcano chiede allineamneto tra mente e cuore: l’Appeso si è capovolto affinchè il sangue dal cuore giungesse alla testa per portargli il vero messaggio. La Giustizia è giustezza, allineamento con il verbo divino, è saper guardare dentro di sé per accettare, accogliere se stessi e quindi gli altri. Valori di integrazione.

Solo attraverso il PASSAGGIO OBBLIGATO (al crocevia dello schema) con la numero 8, conquistata la consapevolezza, si sarà in grado di fare quella pulizia necessaria per sfrondare il superfluo, per trattenere le cose essenziali (13, in ebraico la somma delle lettere che formano la parola amore fa TREDICI! Serve altro oltre all’Amore?).

Di numeri 13 ce ne sono due: sulla verticale, sopra la 8: come si presenta il momento e nella posizione a destra a lato della 8: come fare ciò che si deve fare. La doppia enfasi non lascia spazio al dubbio: pulizia ed azione netta immediate.

Proseguiamo sulla verticale, e arriviamo al FARO, dove si colloca l’arcano numero 5, il Papa. Papa è pontefice, colui che si fa “ponte”: certamente è un momento in cui occorre trovare nuovo collante, nuove aperture, altre vie di comunicazione dopo aver ripulito dalle chiacchiere e dalla confusione generata anche dalle troppe e contrastanti voci nonché dalle mistificazioni.

Ci è rimasto un ultimo arcano, normalmente si definisce la posizione dove si trova il tarocco 22, il Matto, la posizione umorale, l’atmosfera del momento: 22 allora può essere smarrimento (Matto come folle) o desiderio di libertà ed autenticità (Matto come saggio).

Ma questo arcano ci dice qualcosa di più in questo caso. Infatti anche se le cifre del 22, 2+2 danno 4, esattamente come 13, 1+3=4 (la 13 della posizione c4 dello schema), i due numeri non sono coindidenti in queste due posizioni, cosa che invece capita spessissimo nell’elaborare questo tipo di schema.

Allora in questo caso il 22 è un segnale in più da osservare: pulizia e cambiamento vanno perseguiti ma nel rispetto della libertà e della condivisione come questo arcano, simbolo di indipendenza da schemi precostituiti e da vie a senso unico, richiede.

Sappiamo tutti che il 13 marzo c’è stato l’“habemus papam”, inutile sottolineare le numerose coincidenze numerologiche con l’evento, i messaggi e i segnali di questa carta numerologica, ma interessante sarà analizzare gli schemi degli ultimi quattro papi per cercare analogie, differenze e connessioni numerologiche.

Un’ultima altra domanda, la terza, fa capolino: il 31-3-13, che è una data palindroma, cosa ci riserva? Convaliderà l’indirizzamento preso? Questa data a specchio su cosa ci farà riflettere?

Per gli appassionati di curiosità, il 2013 ci riserva ovviamente per 12 volte delle date simmetriche con 13-mese-13 ma solo 7 date palindrome, cioè tante quanti sono i mesi di 31 giorni. Dopo il 2013 occorrerà attendere qualche anno prima di rivedere delle date a specchio.

A presto con nuove considerazioni numerologiche.

OroStella

 

Una data palindroma 21-11-12, quali significati si nascondono?

Una data palindroma 21-11-12, quali significati si nascondono?

 

Comiciamo con un discorso comprensibile ai più, richiede solo una conoscenza minima della numerologia e del significato base dei Tarocchi.

 

 I numeri a specchio, leggibili in un senso e nell’altro, mantengono la stessa sequenza, un esempio: la data del 21 novembre di quest’anno, il 2012. Se escludiamo le cifre del millennio (che concludono un grande ciclo) abbiamo la sequenza  2-1-1-1-1-2, leggibile da sinistra verso destra e da destra verso sinistra senza variazioni di sequenza tra i due versi.

 La prima analisi numerologica ci porta a leggere un 21, poi un 11 e quindi un 12: i tarocchi ci aiutano nella lettura… iniziamo con il 21, il Mondo, il nostro Mondo, la Terra.

Poi l’11 la Forza: la Forza è una Virtù cardinale, ma la forza di questi tempi spesso è violenza, occorre capovolgere le insane abitudini e tornare all’azione virtuosa: chi meglio del 12, l’Appeso, è in grado di apportare la giusta, la corretta visione? La visione del mistico, che molla la presa sulle ricchezze effimere e mette radici nel cielo…

 Anche provando a leggere al contrario, da destra verso sinistra, partiamo da un Appeso (12),  una situazione statica esteriormente, sembrerebbe senza via d’uscita, ma un atto di Forza libera e capovolge la situazione, delicata, piena di energia contrastante. La delicatezza con cui la forza afferra le fauci del leone ci deve ricordare la forza della gentilezza, la forza dell’amore, solo così si costruisce il proprio mondo (21) come una culla armoniosa in cui l’umanità può vivere in pace.

 L’11, la Forza sta in mezzo, nel bel centro di questo passaggio epocale: la forza in campo va gestita al meglio, ai più elevati livelli di saggezza, infatti il totale (2+1+1+1+1+2) è pari a 8, Giustizia.

Giustizia è soprattutto Giustezza ed Equilibrio: è il cuore che deve guidare il cervello, l’intelligenza, per ottenere il miglior rislutato con il mezzo migliore e sano.

 Il numero “nascosto” se introduciamo il millennio è (2+1+1+1+2+0+1+2) pari a 10, innovazione (Ruota) ma anche numero di completezza divina, con 1+0=1 cioè ritorno all’Unità ma ad un livello superiore poiché, è si un Uno, ma derivato dal Dieci.

 

Ora affontiamo un discorso leggermente più complesso, mi rivolgo a coloro che hanno incontrato il lavoro del Referenziale di Nascita® (scuola francese, fondatore Colleuil).  Proviamo a rappresentare graficamente e a sviluppare la data secondo lo schema delle 13 case di R.N.®.

 Referenziale di nascita del 22-11-12

fig.1

 

 

Allo schema base, aggiungiamo alcune note e sottolineature:

 Referenziale di nascita del 22-11-12 con commenti

fig.2

 

Si presentano 4 Forze, 4 numeri 11 (4×11=44 e 4+4=8) in posizioni molto particolari, anche solo visivamente si può notare una sorta di sbarramento (carte a sfondo giallo) e nella posizione centrale della croce, chiamata tra l’altro Passaggio Obbligato, una di queste Forze si è lì installata: al crocevia della via materiale e della via spirituale.

 Quattro forze diverse, possono dividere il nostro mondo in quattro parti: 4 sono i cavalieri dell’Apocalisse, ma 4 sono le figure intorno al Mondo (21) e sono i simboli dei quattro Evangelisti, e il 21 sta in posizione più elevata, al di sopra dell’orizzonte: bisogna volgere lo sguardo al cielo e cercare la Luce, la Luce è colei che Guida, e non per nulla la Giustizia, numero 8 sta lì in cima, al traguardo, nella posizione del Faro

 Simbolo dell’infinito, l’8 rimanda per posizionamento alla stella polare, faro e guida, stella a 8 punte, 8 l’ottagono che marchia i luoghi sacri. La meta è la Giustizia, equilibrio tra mente e cuore.

 (nb nell’arcano della Stella, sopra il capo della donna vi è rappresentata una stella più grande a 8 punte, e le stelle in totale sono 8, l’arcano Stella che è il numero 17, nasconde un 1+7=8, l’arcano 17 si associa spesso alla Speranza, nonché all’Amore universale e alla Verità nuda… L’8-Giustizia e la 17-Stella sono fortemente correlate, aggiungiamo poi che il numero 8, doppio del 4, si connette al significato del cuore spirituale…)

 Le Ruote (numero 10) sono due: la ruota del Karma? Il tempo ciclico che si ripete? Un nuovo ciclo chiama al risveglio? Due sono dunque le possibili Ri-Voluzioni… occorrerà scegliere il moto, orario? Anti-orario? Andiamo avanti o indietro? Due possibili tempi, due vie…

 E le due vie si presentano anche con il numero 6, l’Innamorato in posizione di Sfida, sotto l’orizzonte del nostro grafico. L’umanità è chiamata ad una grande scelta? La via del cuore o la via della mente? È sicuramente una grande sfida, un momento di crisi ma anche un’ottima, possibilità di scegliere una via nuova,  di trasformare un problema in una opportunità.

 Due i numeri 5 (il Papa), due filosofie, due dogmi: questo 21-11-12 è davvero il gioco degli specchi, del doppio che si affronta per aprire un varco su un nuovo percorso.

Infine è il 2, la Papessa, la grande Madre, la femminilità e la vita, la nascita, la chiave di volta.

 Tutto sembra suggerire che non ci saranno sconti, è necessaria una presa di posizione chiara, la forza non deve essere violenza ma virtù, occorre puntare alla luce, all’equilibrio e all’armonia di cuore e mente. Il faro è la Giustizia. La meta, il cuore da raggiungere, una nuova maternità per l’armonia del nostro mondo.

  La somma degli arcani sulla linea orizzontale da 43, 4+3=7, il Carro (numero “magico” non basta un intero articolo su questo numero) il 4 è la materia ma anche le quattro virtù cardinali, il 4 rimanda all’1 attraverso la tetractys pitagorica. Il 3, numero perfetto, rimanda alla trinità, è quindi all’Uno.

È una via impegnativa, richiede serietà e consapevolezza e azione diretta. Dare il buon esempio.

La somma degli arcani sulla verticale dà 67, 6+7=13la Senza Nome, sulla tredici non mi dilungo, c’è un intero articolo dedicato a questo numero proprio su questo sito. C’è bisogno di una posizione netta, di un taglio netto con tutto ciò che è superfluo, non più necessario anzi perfino dannoso alla vita futura. Un enorme coraggio per andare incontro a nuova vita.   

OroStella

 

Gli Elementi – 2.Il Fuoco

Gli Elementi – 2.Il Fuoco
 
”Sempre bruciando,
la fiamma deve infiammarsi,
tener fede, contro una materia inerte,
al comandamento  della propria luce.”
Gaston Bachelard

 

I quattro elementi: il Fuoco, l’ Aria, l’Acqua e la Terra non sono le sostanze materiali che noi conosciamo e a cui abbiamo attribuito questo nome, ma sono da intendersi come gli aspetti “primordiali”, “primitivi”, “archetipici” della materia (ogni simbolo chimico della tabella di Mendeliev  può essere associato per le sue proprietà, tramite la legge di analogia, ad uno dei quattro Elementi). 

Per avvicinarci al significato più elevato di ogni singolo elemento, l’elemento visto come archetipo, occorre procedere per piccoli passi e partire da ciò che vediamo, tocchiamo, intercettiamo con i nostri sensi, ossia occorre partire dalla manifestazione più concreta e comprensibile per poi risalire all’Idea originaria. 

Facciamo un esempio più semplice possibile: se parliamo dell’elemento archetipico Acqua, ci viene naturale pensare all’acqua come quella cosa che possiamo bere per dissetarci, che si presenta sotto forma di pioggia, torrente, mare o ghiaccio.  Pensiamo cioè all’esperienza concreta e materiale che abbiamo dell’acqua. 

Questo in prima battuta, anteriormente a quelle qualità che rientrerebbero sì nell’archetipo Acqua ma che percepiamo solo in seconda istanza come attributi o comportamenti, ad esempio: l’adattabilità, l’accoglienza, l’avvolgenza, la capacità di penetrazione, la sorgente di vita, ecc. 

Parliamo spesso dell’acqua, dell’oro blu, il problema del terzo millennio, ma anche dell’aria e della sua qualità in questo periodo storico in cui l’inquinamento si fa sempre più preoccupante, e anche della terra intesa come natura, equilibrio di sistemi da salvaguardare, agricoltura e alimentazione. 

Tra i quattro elementi, il Fuoco è quello non corruttibile, ma ora che l’innalzamento della temperatura sul nostro pianeta è aumentato così da allarmare sia la comunità scientifica che quella ecologista, si parla molto anche del Fuoco ma attraverso le sue diverse espressioni come il calore e la sua unità di misura ossia la temperatura. 

Ma cos’è il Fuoco? Come possiamo definirlo?

 Un elemento così apparentemente semplice eppure così difficile da spiegare. Istintivamente tutti pensiamo di sapere cos’è ma difficilmente sappiamo esprimerlo con semplicità ed essenzialità attraverso il linguaggio.

 Le immagini che ci vengono in aiuto sono quelle del sole, della fiamma di una candela o delle lingue infuocate di un ceppo di legno che arde nel caminetto. 

 

 fig.3 Fuoco

 

Il Fuoco non si può toccare perché brucia, la fiamma non si può afferrare ma si può vedere, anzi ci permette di vedere quando è buio. Il Fuoco è Fiamma ed anche Luce. 

In una società come la nostra (mi riferisco al mondo occidentale) la distanza culturale tra noi e questo elemento va man mano ampliandosi. 

Si può quasi dire che si tratta di una frattura fisica, non abbiamo più un contatto diretto: illuminiamo le nostre case con l’elettricità, ci scaldiamo con impianti di riscaldamento sempre più sofisticati, trasformiamo il nostro cibo in forni elettrici o a microonde. 

Il mondo contadino è quello che rimane più coinvolto, almeno per il momento, grazie all’antica pratica del debbio: la bruciatura delle stoppie. 

Pratica peraltro che oggigiorno viene messa in discussione, ed è stata recentemente proibita nel nostro paese, per i risvolti negativi che possono verificarsi: come i possibili incendi, che se incontrollati portano ad una relativa desertificazione, o il rilascio di sostanze, che per la troppa bruciatura, a lungo andare, produce effetti dannosi e inquinanti al terreno. Terra che così anziché arricchirsi finisce con l’impoverirsi. 

Quanto alle immagini, come ad esempio il Sole, guardiamo sempre meno, e al massimo pensiamo all’elemento Fuoco, l’elemento così vicino al divino, solo per la sua forma distruttiva o ad ogni buon conto come a qualcosa da cui difendersi.

L’elemento Fuoco appare ai nostri occhi nella sua dualità di effetti: il suo lato distruttivo, in particolare, piuttosto che quello creatore e vitale. 

Nella mitologia il fuoco fu donato definitivamente agli uomini da Prometeo, che lo restituì loro dopo che Zeus glielo portò via per punizione. 

Per fare ciò Prometeo trasgredì ad un divieto imposto dal dio dell’Olimpo e per questo fu punito molto duramente. 

E’ evidente quanto il Fuoco sia stato, ed è, un elemento prezioso. Importante per lo sviluppo della civiltà umana e per la sua evoluzione. Interviene in ambiti e processi molto diversi, come già detto: illumina, riscalda, trasforma il cibo. 

Nel mondo primitivo proteggeva durante la notte dall’avvicinarsi di belve feroci. 

Permise la prima lavorazione dei metalli, quindi la fabbricazione di utensili, fino ad arrivare alla moderna siderurgia . 

Nel mondo antico, sia greco che romano, e non solo (si pensi agli Egizi e ai Persiani), occorreva custodire il fuoco e non farlo mai spegnere, pena ne era della vita stessa dei custodi. 

Il Fuoco terrestre era l’immagine del fuoco eterno, e quando bruciava in un tempio si manifestava come una presenza divina. Per questo non si poteva estinguere il Fuoco Sacro e doveva essere sorvegliato con molta attenzione. 

A pensarci bene, rimane forte questo senso anche nella nostra cultura, esempio ne sono sia i ceri accesi nelle chiese che il braciere della fiamma olimpica. 

L’archetipo del Fuoco quindi è un archetipo universale che ha attraversato il tempo e lo spazio geografico. 

L’astrologia, che ha come presupposto lo studio e la ricerca dell’unità e della relazione tra l’uomo e l’universo, non può trascurare gli elementi, intesi come energia oltre che come archetipi che si manifestano a più livelli nella vita dell’essere umano. 

Essa ci permette di conoscere l’individuo da un punto di vista energetico, di valutare l’equilibrio o meno delle sue varie componenti, attraverso un’analisi dei valori elementali presenti nel tema astrologico al momento della nascita. 

Come consiglia l’astrologo Stephen Arroyo, nel cercare di capire il significato degli elementi non bisogna confondere i risultati esteriori di queste forze con i loro fattori fondamentali. Per fare ciò occorre osservare non solo il significato fisico e psicologico dei quattro elementi ma anche guardarli dal punta di vista di uno stato più elevato di coscienza. 

Nel tema zodiacale, l’elemento Fuoco, è associato a tre Segni e a tre Case: ogni elemento (quadruplicità) ha significati su più livelli (triplicità). 

L’Ariete, il Leone e il Sagittario sono segni di fuoco, e le Case associate a questo elemento sono la Casa Prima, Quinta e Nona. 

Se in Casa Prima nasco, mi mostro al mondo, interagisco per la prima volta, in Casa Quinta divengo, cresco,  mi sviluppo, mi consolido. In Casa Nona divento consapevole di ciò che sono. 

Queste tre Case di Fuoco sono gli ambiti in cui metto alla prova il mio esistere, il mio divenire e il mio essere. Dalla scoperta di me come essere vivente e potenziale, alla scoperta  delle mie doti e del loro funzionamento nel mondo, alla consapevolezza della mia coscienza. 

Facciamo degli esempi partendo da quei termini e quelle parole chiave che normalmente associamo ai tre segni zodiacali in questione. 

L’Ariete è l’impulso che ci spinge alla vita, inizia in primavera, quando la natura rivive e rifiorisce. È l’istinto vitale, l’Ariete non perde tempo a pensare perchè sa già intuitivamente che deve agire come necessità primaria per esprimere la vita e la vitalità. 

Se qualcuno ci sferra un colpo o se ci sta arrivando una pallonata al viso, non stiamo a discutere e razionalizzare cosa sia meglio fare, ma un impulso, preceduto da una intuizione, istintivamente ci fa portare le braccia a parare il colpo e magari il corpo a scattare e a spostarsi dalla traiettoria. 

Agire così velocemente è fondamentale, è un impulso simile ad una fiammata o ad un lampo, è la scintilla velocissima che ci sprona ad una risposta immediata, è vitale e di salvaguardia allo stesso tempo. 

Il Leone tipicamente accresce le proprie facoltà istintive e fa mostra delle proprie qualità. É un fuoco che si autoalimenta, che mette in mostra se stesso, si espone e si appropria delle proprie doti. Esattamente come un fuoco nel camino, che alimentiamo con costanza, che ci aiuta a scaldarci e su cui possiamo anche mettere a cuocere del cibo: è un fuoco che sperimenta un metodo ricorsivo al fine di crescere, svilupparsi e mantenersi ai più alti livelli. 

É un Fuoco che permette la continuità e la stabilità dell’essere

Il Sagittario ai suoi livelli più elevati è un maestro di vita, sprizza saggezza, illumina con la sua esperienza. Non si mette in mostra, interviene quando lo ritiene necessario o quando gli viene richiesto. È consapevole che la sua interazione con altri esseri è un modo di nutrirsi e scambiare energia vitale. Sa di imparare continuamente da chiunque e da qualunque cosa. 

É paragonabile al fuoco delle braci, non fa più fiammate ma è al massimo della produzione di calore, sa anche di poter reggere ancora molto ma non di poter andare tanto oltre, questa consapevolezza ed accettazione fa sì che con il piccolo dono di un tizzone ardente, elargito alla sua progenie o ad un suo discepolo, permetterà la continuazione dell’esperienza  oltre se stesso. 

Con un parallelo possiamo dire che il corpo è il fuoco dell’Ariete, l’anima è il fuoco del Leone e lo spirito è il fuoco del Sagittario. 

La triplicità di questo Fuoco si può anche esprimere paragonandola alle tre fasi della vita di una candela: l’accensione della fiamma, la combustione grazie al supporto della cera, la luce che si diffonde dalla fiamma.

 OroStella

Gli Elementi – 1.Introduzione

Gli Elementi – 1.Introduzione
 
“Ciò che è in basso è come ciò che è in alto e
 ciò che è in alto è come ciò che è in basso,
per fare i miracoli della cosa una.”
 
Ermete Trismegisto
 
 

Prima di parlare del significato dei singoli elementi, e delle loro correlazioni intrinseche, nonché delle implicazioni nel pensiero, nell’immagine e nella visione che ne ha l’essere umano, (e per farlo ci appoggeremo, per meglio comprenderne il senso simbolico, sia al mito che agli archetipi, ai segni zodiacali, ma anche alla fisica) occorre stabilire in quale sistema di riferimento ci troviamo.

 Se siamo sul piano prettamente materiale, umano, allora siamo in un sistema di riferimento basato sui quattro elementi: Fuoco, Terra, Aria e Acqua.

 Se ci spostiamo sul piano dell’anima, su un piano più spirituale, se facciamo riferimento alla Creazione, allora dobbiamo parlare di cinque elementi: i quattro di cui sopra, sono originati evidentemente da un Principio Primo, ma poiché la mente umana ne concepisce l’esistenza per deduzione dai quattro, allora questo Principio Primo viene denominato quinto elemento.

 Anche la sequenza con cui si presentano gli elementi varia secondo l’approccio e il tipo di prospettiva. La sequenza dei quattro elementi che si ripete per tre volte nello Zodiaco è: Fuoco (Ariete), Terra (Toro), Aria (Gemelli) e Acqua (Cancro) e così via fino al dodicesimo segno.

 Ogni singolo elemento si ripropone quindi tre volte, e si rende analizzabile da un punto di vista istintivo/compulsivo, da un punto di vista razionale e da un punto di vista spirituale.

 Ma sempre nello Zodiaco, se seguiamo il verso dato dalla precessione degli equinozi, la sequenza diventa Fuoco (Ariete), Acqua (Pesci), Aria (Acquario) e Terra (Capricorno).

 Questa stessa sequenza viene confermata anche se osserviamo i quattro Segni Cardinali dello Zodiaco, cioè quelli che partono dai quattro angoli formati dall’incrocio dei due assi principali: Ascendente – Discendente e Fondo Cielo – Medio Cielo che sono per la precisione: Ariete (Fuoco), Cancro (Acqua), Bilancia (Aria)  e Capricorno (Terra). 

 

 

 fig. 1

 

In questa seconda casistica possiamo osservare come si possa sposare questa sequenza elementale con un approccio all’Alchimia

1)     il simbolo alchemico del Fuoco è un triangolo con il vertice verso l’alto;

2)     il simbolo alchemico dell’Acqua è un triangolo con il vertice verso il basso;

3)     se mettiamo sulla stessa verticale i due simboli e li facciamo scorrere, fino a che non si incrociano compenetrandosi, vedremo apparire una stella a sei punte: il cosiddetto Sigillo di Salomone o scudo di Davide; estrapolando da questo sigillo due nuove immagini si potranno ottenere: un triangolo con punta verso l’alto tagliato in due da un tratto orizzontale: il simbolo alchemico dell’Aria e, simmetricamente,

4) un triangolo con il vertice rivolto verso il basso, diviso da un segmento orizzontale: il simbolo alchemico della Terra

Per ottenere ciò abbiamo avuto bisogno di una “energia” che ha messo in movimento i due triangoli di partenza per portarli ad una nuova struttura: energia che potremmo qui definire anche come il quinto elemento o “quintessenza”, per restare nel linguaggio alchemico.

 Questa quintessenza la si può rappresentare con un punto all’interno del sigillo ottenendo così una figura simbolica che gli alchimisti denominano Crisopeia o Pietra filosofale. [vedi fig. 1]

 A ben guardare, anche il nostro Zodiaco, quadripartito grazie ai due assi, potremmo immaginarlo e disegnarlo come un cerchio con al centro un punto, quel punto generato appunto dall’intersezione della croce formata dai due assi.

 Se da un lato possiamo scorgervi il simbolo del Sole, fonte e generatore di vita, venerato fin dalle popolazioni più primitive, dall’altro lato, compiendo un piccolo sforzo e immaginando tale figura proiettata nelle tre dimensioni, la figura che apparirà sarà quella di un cono.

 Sull’immagine del cono si potrebbe parlare a lungo, ma limitiamoci a immaginare nella nostra mente di far ruotare nello spazio questo solido sul lato (dal vertice alla base), vedremmo lo sviluppo della Spirale.

 Trascuriamo  pure un argomento importante che subito ci viene solleticato dall’idea della spirale, ossia la sezione aurea o il numero d’oro, che richiederebbe una trattazione a sé.

 Ma riflettiamo anche solo sull’idea che la spirale è simbolo di vita nel micro (si pensi allo sviluppo della catena del DNA) come nel macro (la forma delle galassie quindi l’origine degli universi e del nostro piccolo sistema solare), da un argomento così semplice in apparenza come quello degli elementi, dai quattro elementi, siamo pressoché obbligati a compiere un passaggio  verso un quinto elemento, il Principio Primo.

 E tutto ciò era ben noto fin dalla notte dei tempi, si rifletta anche sui concetti espressi nella Tavola Smeraldina di Ermete Trismegisto…dove troviamo la nota frase citata in apertura, in questa introduzione, detta anche legge di analogia.

 Ed è un passo obbligato sia che si affronti l’argomento degli elementi da un punto di vista astrologico, alchemico, sia che si parta dalle leggi della fisica.

Sì, perché dal Big Bang si può partire per parlare del Fuoco, della fissione nucleare e quindi della formazione degli atomi, dei gas, dell’acqua e del materiale solido per raffreddamento: ma prima del Big Bang? L’Origine di tutto? Al momento possiamo solo concepire e parlare di Energia, Principio Primo, Luce o Dio secondo le nostre credenze e la nostra cultura di appartenenza. 

Se seguiamo l’approccio della fisica, escludendo il Principio Primo, la sequenza degli elementi che otteniamo è: Fuoco (la grande esplosione, il Big Bang), Aria (l’Idrogeno, il primo elemento a formarsi, il più semplice, un gas), Acqua (la prima molecola, formata da Idrogeno e Ossigeno), via via le altre molecole più complesse fino a formare minerali, grazie anche al raffreddamento, cioè arriviamo al quarto elemento, la Terra.

 Questa sequenza F (Fuoco), Ar (Aria), Ac (Acqua) e T (Terra) e l’ausilio della Ruota Zodiacale con i suoi dodici segni, ci fa venire immediatamente in mente il concetto di Polarità.

 

 

 

 fig.2

 

Se  partiamo sempre dal primo segno zodiacale, l’Ariete ossia il Fuoco, troviamo l’elemento complementare di fronte, l’Aria della  Bilancia. L’alba e il tramonto zodiacali, l’Alfa e l’Omega, osservate i simboli, i glifi dei due segni. [fig.2]

 La formazione dell’Acqua fa deviare il nostro sguardo al segno immediatamente accanto, lo Scorpione, segno di Acqua per l’appunto, e per complementarietà, il segno opposto del Toro, segno di Terra.

Se proviamo a congiungere questi quattro segni, passando sempre per il centro, otteniamo il simbolo dell’Infinito. Un grande Otto, il numero che nella Numerologia è associato alla legge Divina.    

 Quindi dal Fuoco alla formazione degli atomi e delle molecole, Aria e Acqua, fino alla solidificazione della materia, la Terra. Con il passaggio anche da due elementi maschili all’elemento femminile sia nel macro, che nel micro: due atomi di idrogeno e uno di ossigeno, due gas (aria elemento maschile) che insieme formano una molecola d’acqua (acqua elemento femminile).

 E , ancora riallacciandosi alla sequenza, osservate il sistema solare: dal Sole (F) alla Terra (T) con due passaggi elementali, due pellicole protettive: l’Aria e l’Acqua, grazie alle quali la vita sulla Terra, così come la conosciamo, è resa possibile.

Gli spunti di riflessione gettati in questa introduzione sono semplici stimoli al lettore, alla ricerca e agli approfondimenti nelle diverse direzioni, tutte strade valide e percorribili: dalle discipline esoteriche alle discipline scientifiche, umanistiche o ai percorsi religiosi e spirituali. 

 Si approfondiranno, qui in questa sede, nelle prossime pagine, i singoli Elementi, con riferimento soprattutto all’astrologia e alla psicologia ma non mancheranno ovviamente agganci ad altre discipline proprio per le strette connessione che questo argomento propone e ci costringe ad affrontare.

 

Principio e Fine, due estremi che si toccano… ma noi ricominciamo da 21!

Principio e Fine, due estremi che si toccano… ma noi ricominciamo da 21!

 

Chi inizia un discorso sui Tarocchi solitamente, parte dall’arcano numero 1 il Bagatto. Molti altri invece preferiscono partire dal Matto, specie se considerano il Matto come l’arcano senza numero, ossia lo zero anziché il 22.

Ora lo Zero potremmo pensarlo come il Nulla piuttosto che il Caos primigenio, la potenza prima dell’atto iniziale, associabile invece al numero 1, quel punto geometrico, che segue lo zero che ha come simbolo un cerchio O. Un cerchio e un punto al centro ci rimandano al simbolo del Sole, la nostra fonte energetica e di vita che regge il sistema in cui viviamo. Intuiamo già che Matto e Bagatto non sono molto distanti… e che non può esistere l’uno senza l’altro. Non esiste un principio senza una fine e dopo una fine c’è sempre un nuovo inizio.

Ma come può iniziare qualcosa da Zero se, quel Nulla, è davvero pieno di niente? E come si può iniziare da 1: se c’è già qualcosa allora dove sta il principio? Cosa c’è prima del principio? La nostra mente fa molta fatica ad immaginare questo “niente” ( se io penso o visualizzo il niente, questo comincia ad esistere e non è più il niente!) così come tanta fatica fa nell’immaginare il “tutto”, l’”infinito”, qualcosa che non ha un limite…

Se pensiamo a qualcosa di immensamente grande chissà perché ad un certo punto ne scorgiamo il bordo, ma allora oltre quel bordo prosegue qualcos’altro e quindi non siamo ancora nella “comprensione” dell’infinito. Può una mente umana, “finita” concepire qualcosa che va oltre la sua stessa definitezza e limite?

Mi spiace, ma non ho la risposta.

Così, visto che Principio e Fine sono due estremi così complessi e allo stesso tempo saldamente interconessi da farci venire il capogiro, e che questa battaglia non è la mia battaglia, e forse nemmeno la vostra, permettetemi di fare il “Bastian Contrario” (consiglio una breve lettura su WikiPedia del personaggio testè citato…) e di iniziare dalla fine degli arcani maggiori: dal Mondo, cioè dal numero 21 (21 ma non per tutti, lo sappiamo che il mondo è bello perché vario!!!) a cui è associato l’ultima lettera dell’alfabeto ebraico: la lettera Tau.

In questa riflessione finirò con il dare per scontate molte cose, o meglio evito accuratamente di addentrarmici, perché l’esposizione richiederebbe parecchio tempo e molte pagine. Non accennerò all’albero della vita, ai sentieri che sono 22 come 22 sono le lettere ebraiche, e quindi gli arcani maggiori ecc. Per seguire il discorso che voglio fare, non è indispensabile. Spero di riuscire ad essere semplice, ma senza banalizzare.

Tau é una lettera molta diffusa, presente già nell’ebraico e nel greco antichi, oltre che nell’aramaico, nel latino, e non solo. La sua forma è una croce. Un asse orizzontale che poggia su uno verticale. Trascendenza e Immanenza che si incontrano.

La trascendenza, il divino, ci riesce immediato associarlo al numero 3, la trinità. L’immanenza, la manifestazione, richiama i quattro elementi (gli archetipi Acqua, Aria, Terra e Fuoco) e quindi al numero 4. Già, già, ma il Mondo è il 21… proviamo a scomporlo e ad osservare l’immagine dell’arcano, prendendo a prestito gli antichi tarocchi di Marsiglia.

Intanto 3×7=21, scomponendo in numeri primi.

Sul sette vi risparmio le innumerevoli associazioni e la notevole importanza (prometto che ci torneremo), limitiamoci a evidenziare che 3+4=7, per cui  3x(3+4)=21, ossia uno spirito e materia che si sommano e si replicano per tre volte…

Un arcano a più livelli, che al suo interno contiene gli assi portanti del 3 e del 4, a cui possiamo giungere, non solo come scomposizione in fattori, ma anche attraverso le somme teosofiche e le rappresentazioni simboliche all’interno dell’immagine.

 Mondo, arcano 21

 

Il numero 21, 2+1=3 e il 3 ci rimanda alla trinità, alla perfezione, all’Unità. Infatti è l’arcano che suggerisce il compimento, la realizzazione di qualcosa, del proprio percorso. Il successo. La completezza.

Quattro personaggi, 4, circondano l’immagine, associati ai quattro Evangelisti, e ai quattro elementi: il 4 ci rimanda alla tetraktis pitagorica e 1+2+3+4=10, 1+0=1 ecco che ritorna l’Unità.

Attraverso il 3 arriviamo all’1 compiendo un passaggio “irrazionale”,  mentre con l’ausilio del quattro si giunge all’1 in maniera “razionale”. Due mondi, infiniti, racchiusi in un Arcano.

 L’Unità è espressa sia dalla donna al centro dell’immagine ma anche dalla collana di alloro, dall’Ouroboros che circonda la figura centrale: non assomigliano all’1 e allo zero? Non trovate una connessione al Matto e al Bagatto?  Nel Mondo stanno racchiusi un fine ed un principio.

 

  

La posizione delle gambe ricorda un 4, mentre gli oggetti, di cui dispone questa figura svestita, sono 3. Racchiusa nel suo mondo, da una corona a forma di mandorla (anche questo spunto meriterebbe una trattazione a sé) notiamo che questa è composta di tre colori mentre due sono gli incroci (due X, due porte sigillate) sopra e sotto a ricordare due mondi, il sopra e il sotto ma anche il visibile e l’invisibile.
 

 In Genesi la separazione delle acque in superiori ed inferiori dà inizio alla creazione, nel senso della “manifestazione”. C’è un dentro e un fuori, ma non è così evidente quale sia il mondo reale e quello simbolico, ammesso che, tale distinzione, possa avere un senso in questo stato di completezza ed unitarietà.

Magicamente questo arcano, numero 21, che solitamente segna la fine del percorso, il traguardo del cavaliere alla ricerca del proprio Graal, ci appare come il contenitore privilegiato per l’avvio di ogni storia, forse per l’avvio della Storia… Ricominciamo da 21!

C’è una figura unica al centro, femminile forse, androgena può darsi, ha talismani ed amuleti, è pronta ad una nascita podalica in un nuovo mondo, è completa, racchiude in sé tutti gli elementi e le potenzialità necessarie. Ora manca solo il soffio, il suono, la musica, il “verbo” per poter iniziare il percorso… Allora alla prossima puntata, con il Giudizio, l’Angelo che suona la tromba, e che si fa sentire eccome, il numero 20, un vero terremoto… e capiremo perchè!

 La vostra OroStella,

OS!

 

numero 13

numero 13

 

Lo spazio per questo articolo era stato riservato totalmente al numero 13, in riferimento ad una conferenza tenuta da OroStella, non con questo alias ma poco importa, su “Numeri Amore e Astrologia” parafrasando un vecchio film, un cult, “Pane amore e fantasia”.

Invece quella conferenza, appena sarà sistemata la parte audio con i tagli opportuni, tenutasi il 13 ottobre 2011 per il ciclo di conferenze del Cida di Torino, vedrà una diversa collocazione, magari con una presentazione più appropriata…

Ma allora di che numero 13 vi parlerò in questa sede? Siamo ad Agosto, molti sono in vacanza, il caldo ottunde le meningi, … qualcosa di più leggero, semplice, spero… ma non garantisco.

Nell’articolo precedente (quello sulla Ruota) abbiamo fatto riferimento all’anno 2003 e al 2012 come a due anni che hanno delle similitudini: similitudini energetiche evidentemente, simboleggiate dalla vibrazione del numero 5 che è il numero che si ottiene sommando tutte le cifre che compongono l’anno: per il 2012 quindi 2+0+1+2=5.

Nulla abbiamo detto però sul significato di questo cinque. Prima di farlo, e lo si farà con l’aiuto provvidenziale degli Arcani Maggiori, complichiamoci un po’ la vita e visto che siamo in agosto, e che il mese è il numero 8 per il nostro calendario occidentale, perchè non servirci anche di questo indicatore? Fidatevi e prendete per buono quanto segue, tutti noi in questo mese, in questo anno siamo influenzati dal 5 e dall’8.

Il 5 è associato all’arcano del Papa mentre il numero 8 è associato alla Giustizia, si lo so, non per tutti imazzi di Tarocchi, ma io seguo questo filone di pensiero… se ne può discutere più avanti, gli argomenti e gli spunti per riempire questo sito davvero non mancano.

Allora l’anno 2012 è stimolato dal V arcano, che tra le tante cose suggerisce di cercare una mediazione tra le parti opposte, osservate tutto ciò che capita a livello internazionale per esempio. Papa, pontefice, farsi ponte… tra due fratelli magari che litigano.

Il mese invece vibra in risonanza con l’arcano VIII, la Giustizia: guardarsi dentro, cercare un equilibrio, un aggiustamento tra la mente e il cuore. Il cuore con la bilancia che soppesa imparzialmente e con amore, e suggerisce alla mente, qual è la retta via, mentre la mente una volta indirizzata correttamente e datogli l’obbiettivo, cercherà tra i suoi strumenti quello migliore per attuare un piano di risoluzione.

Se due persone collaborano, l’unione fa la forza, che cosa fanno? Sommano le loro energie, quindi un Papa + una Giustizia ci danno il numero 13… Al fatto che 5+8 fa 13, e dato il titolo dell’articolo, ci eravate già arrivati, vero?

Come, questo arcano che qualcuno troverà un po’ spaventoso, (la senza nome come preferisco chiamarla io, visto che la 13 non è l’ultimo arcano e quindi non è la fine, o la morte come la chiamano altri) può rappresentare l’elemento sinergico di 5 e 8, di Papa e Giustizia? Ci vuole grande volontà, grande equilibrio, decisione e chiarezza di visione per decidere che vanno fatti tagli e potature, che ciò che si sfronda va a fare humus per fertilizzare nuova terra…

C’è necessità di parsimonia, di re-distribuzione e di andare all’essenziale, a ciò che veramente conta. Una nuova cura anche alla Terra, intesa non solo come nostro corpo e anima, ma anche più semplicemente al nostro pianeta: più rispetto per l’ambiente, la casa in cui viviamo, questo piccolo, bellissimo, azzuro pianeta, vagante nello spazio. Bello e irreplicabile. Ecco l’essenzialità, il rigore, la determinazione della numero tredici.

Un ciclo nuovo a livello planetario: servono uomini e donne di buona volontà che siano ponte e mediazione tra i popoli, senso di giustizia e imparzialità.

C’è sempre una sfida. Nella sfida ci si confronta e allora il confronto/conflitto/sfida tra un Papa e una Giustizia sarà dato dalla differenza tra 8 e 5 ossia 8-5=3 l’Imperatrice. Volevate l’apocalisse del 2012, la fine di tutto e la profezia dei Maya? Io vi consegno una donna, l’Imperatrice, con un manto azzurro e una corona di stelle… andate a leggerla l’Apocalisse, per favore… L’Apocalisse è RIVELAZIONE.

Questo arcano si connette con la volontà celeste: la sfida consiste nell’allineamento delle azioni, con il verbo e il pensiero. Ciò che ho nella testa deve essere allineato e coerente con ciò che la bocca esprime e comunica al prossimo, e le azioni sono una logica conseguenza. Vanno combattute ipocrisia ed ignoranza: bella sfida!

Ma in quanti rispettiamo questo semplice meccanismo? Inutile dire quanto il numero 3 sia importante e ricorrente in filosofia e religione. Pensate alla trinità oppure al sillogismo aristotelico. Troppo complesso? Due cuori e una capanna, sono tre elementi, è più chiaro?

Questo caldo mese estivo, ci dà suggerimenti importanti e sfidanti: la sequenza 3, 5, 8, 13 … beh non vi ricorda la sequenza di Fibonacci? Il numero aureo? Pensavate solo alle vacanze? Vi suggerisco di pensare forte e chiaro…

Un abbraccio aureo da OroStella e dal numero 13, e last but not least, …  nella cabala ebraica la parola amore corrisponde al numero 13!

OS tarocchi marsigliesi, agosto 2012

 

aggiornato 7 agosto 2012

Ciao stelle!!!

Ciao stelle!!!

 

Nella notte tra il 4 e il 5 luglio è nata OroStella nella forma che voi state vedendo…

La notizia della messa in onda telematica mi arrivò esattamente alle 00.02 del 5 luglio via email, dal maghetto del web… allora decisi che il suo tema natale andava redatto con quella data e a quell’ora… anche se il “battesimo pubblico” avvenne qualche giorno dopo…

Allora rendo visibile adesso, con un po’ in ritardo, questo bel grafico, accompagnandolo con due splendidi tarocchi: la Stella e l’Eremita, due luci, una dall’alto e una dal proprio cuore, che guidano lungo il percorso questa piccola avventura.

 

Un grande trigono in case d’Aria, terza, settima e undicesima garantiscono grande forza e incisività nella comunicazione: bene, speriamo in buoni risultati nel prossimo futuro e anche in uno  scambio più attivo con chi per ora ci legge, e al massimo scrive qualche commento, chissà… Il Sole in quinta casa è sfidato da Urano e Plutone: l’innovazione e la trasmutazione, in bocca al lupo, allora!

OS

 

Alla scoperta di sè... l'Eremita trova la Stella

 

 

aggiornato il 30 luglio 2012